Conto deposito: come funziona. Novità Unione Europea

Conto deposito: come funziona

Un conto deposito è un buon strumento se desideriamo cautelarci e investire i nostri soldi in modo sicuro e trasparente. Basta sfogliare qualche pagina del Sole 24Ore o altri giornali di economia per vedere quanto questa forma di risparmio-investimento sta crescendo tra coloro che vogliono vedere incrementare i propri risparmi.

Per poter aprire un conto deposito è obbligatorio essere titolari di un conto corrente ordinario che funge da conto di appoggio (o conto predefinito) con il denaro del conto deposito.

In altre parole possiamo paragonarlo ad una specie di “salvadanaio” dove poter versare, in caso di disponibilità, o prelevare, in caso di necessità. Relativamente al nostro fabbisogno economico, passando comunque per il nostro conto ordinario.

Come aprire conto deposito

E’ molto semplice, sia da sportello bancario, sia on-line. Basta semplicemente munirsi del codice fiscale, di un documento d’identità, e depositare una somma anche minima nel Conto Deposito, o una somma minima voluta dalla banca.

Quale e come scegliere conti deposito

Non c’è banca, tradizionale oppure on-line che non cerchi di attirare clienti per fargli aprire un conto deposito. Per scegliere occorre far riferimento ad alcuni parametri quali:

  • tasso di interesse lordo annuo;
  • criterio del calcolo degli interessi;
  • logica di capitalizzazione degli interessi;
  • spese di apertura e chiusura conto;
  • pagamento dell’imposta di bollo;
  • spese di prelievo e di versamento del denaro.

Per quanto riguarda il primo punto, è chiaro che sceglieremo il tasso lordo più alto. Ma attenzione, perché alcune banche lo danno immediatamente all’apertura del conto, per invogliare il cliente a versare più alte somme di denaro, altre invece lo danno trimestralmente o alla fine dell’anno.

Le altre voci sono chiaramente identificabili, e ovviamente concorrono a diminuire la redditività del conto. In questo caso si può richiedere di conoscere un parametro unico, che tenga conto del tasso di interesse e di tutte le spese: il tasso effettivo.

Una cosa resta comunque certa: il conto deposito dà sicuramente interessi ben più alti di un conto corrente ordinario. Senza contare che esistono anche i conti deposito con le somme vincolate. La redditività è senz’altro più alta, tanto più quanto più è il tempo stabilito per non toccare il capitale. Che senza dubbio potrà essere ritirato, ma senza il pagamento degli interessi.

Novità conti deposito

La Ue ha fatto chiarezza su alcuni punti importanti dei conti deposito. Il Parlamento Europeo aveva approvato tre normative riguardanti l’eventuale fallimento delle banche. Infatti può accadere che gli Istituti Bancari non possano fare fronte all’obbligo di restituzione dei capitali versati dai correntisti, né agli interessi maturati.

Per questo motivo tutte le banche che operano nella UE, aderiscono a un sistema di garanzia dei depositi che arriva fino alla somma di 100.000 euro per ogni depositante. Tale somma doveva essere messa a disposizione del correntista in un tempo massimo di tre mesi. Mentre il capitale che supera tale limite di rimborso, poteva non essere restituito.

In Italia le banche devono aderire al Fondo Intercambiario di tutela dei depositi. Le banche europee che agiscono in Italia possono non aderire a questo fondo, ma sono obbligate ad a aderire a quello del paese di provenienza.

Più recentemente il Parlamento Europeo aveva stabilito che la somma di 100.000 euro avrebbe dovuto essere restituita entro un tempo massimo di venti giorni, riducendo quindi in misura sostanziale il tempo del rientro in possesso del denaro depositato da parte dei correntisti.

Ulteriori novità conti deposito

C’è ora una ulteriore presa di posizione da parte della UE: il tempo di restituzione della somma nel conto deposito si abbassa da sette a cinque giorni per una somma di sussistenza da mettere a disposizione. Inoltre è obbligatorio che il sistema di garanzia consista in denaro reale.

E ancora: la somma in eccesso ai 100.000 euro che si trova sui conti, sarà protetta, tutta o in parte, per un minimo di tre mesi. Considerando che il fallimento degli Istituti di Credito è storicamente difficile, la sicurezza per i piccoli e medi risparmiatori è sicuramente garantita.

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