Conti Deposito, tassi sempre più bassi. Pagheremo per prestare soldi alle banche?

Ha fatto rumore la notizia che molte banche tedesche impongono tassi di interesse negativi sui depositi: vale a dire che i clienti devono pagare il proprio istituto per depositare sul conto i propri soldi, invece che ricevere un interesse positivo. Secondo un sondaggio del portale di confronto prezzi, biallo.de, citato dalla Sueddeutsche Zeitung su circa 160 istituti coinvolti, 107 banche e casse di risparmio hanno dichiarato di aver applicato tassi di interesse negativi. Per i due terzi degli istituti il tasso negativo applicato è lo 0,4% annuo, esattamente lo stesso tasso di mora che le banche europee pagano per parcheggiare il denaro presso la Banca centrale europea. Si tratta di 4.000 euro all’anno per un deposito da un milione di euro. In dieci anni il conto è presto fatto: 40.000 euro passano dal correntista alla banca che in realtà non guadagna nulla visto che poi deve a sua volta pagare lo 0,4% alla BCE per parcheggiare i soldi dei propri correntisti. Il messaggio e l’intento della Banca Centrale Europea è chiarissimo: se voglio far ripartire l’economia ho bisogno che la gente investa in attività produttive o alimenti i consumi non che tenga i soldi a poltrire sul conto corrente!

Può sembrare folle ma di fatto la politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE)  e di altre banche centrali nel mondo, è arrivata a capovolgere quella che sembrava una certezza granitica: se  presto soldi a qualcuno ne otterrò una giusta remunerazione. E’ qualcosa di passeggero? Anche in Italia vedremo banche applicare commissioni negative sui soldi depositati?

Vuoi depositare i soldi sul conto corrente? Ti tocca pagare

Da quel che dicono i dati economici e le parole dei banchieri centrali europei non siamo su “Scherzi a parte” e anzi il costo del denaro è probabile che scenda ulteriormente. E tutto questo potrebbe costringere sempre più banche (e in particolare quelle più solide o situate nei Paesi più forti come quelle del Nord Europa) ad applicare tassi negativi ai correntisti. E non è quindi improbabile che anche in Italia si arrivi a questo paradosso: pagare per poter lasciare sul conto corrente i propri risparmi.
E già oggi di fatto il rendimento sulle giacenze è negativo perché quasi nessuna banca remunera la liquidità: se si tiene conto delle spese applicate, il bilancio per il risparmiatore è in rosso. Avere soldi costa.

Quello che succede in Germania non deve poi sorprendere perché se si esaminano i rendimenti dei titoli obbligazionari tedeschi governativi, i cosiddetti Bund, si scoprirà che oltre il 90% delle obbligazioni emesse ha rendimenti negativi.

Le stesse banche hanno quindi forti difficoltà a gestire i propri impieghi e guadagnare dalla forbice fra tassi attivi e passivi. La tedesca Deutsche Bank nel 2018 ha perso 400 milioni sui 10 miliardi di giacenza media di liquidità detenuta presso la BCE. Se alle banche italiane questo ancora non capita è perché i rendimenti dei titoli obbligazionari governativi italiani come si può evidenziare dalla tabella sotto per le note ragioni (debito pubblico/Pil fra i più elevati del mondo, bassa crescita, instabilità politica…) fra i pochi ancora che offrono rendimenti positivi nominali seppure su scadenze sempre più lunghe.

L’Italia come si vede nella tabella insieme a un grappolo di altri paesi europei è uno dei pochissimi Paesi che offre ancora rendimenti positivi a chi compra i suoi titoli di stato a dieci anni ovvero i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) ovvero mentre scriviamo l’1,439% lordo.

I tassi negativi ammazzano il correntista (e non solo)

Chi compra i titoli di Stato dei paesi europei considerati più stabili è ormai costretto a pagare: ovvero alla scadenza dei 10 anni otterrà un rendimento negativo, portandosi a casa meno soldi di quanto ha investito. La vita di chi investe e non vuole correre rischi si fa sempre più impossibile: nel mondo lo stock totale di bond con rendimenti negativi ha superato i 15,5 mila miliardi di dollari.

Un vero inferno per chi deve assicurare prestazioni future (come le pensioni o prestazioni assicurative) o presenti (come i fondi comuni di investimento). Piuttosto che perdere soldi, e non riuscire a far fronte ai propri impegni o attese di rendimento, molti investitori istituzionali (fondi pensione, sicav, fondi comuni, compagnie assicurative) fanno incetta anche di titoli di quei Paesi, come l’Italia, con alto debito pubblico, crescita intorno allo 0 virgola e crisi politica in corso oppure opta su duration lunghissime.

Un consiglio: la liquidità? Solo lo stretto indispensabile

Tutto questo si riflette naturalmente anche inevitabilmente sui rendimenti offerti dai conti deposito che naturalmente non possono offrire i rendimenti di una volta ed è grasso se cola se offrono un rendimento dell’1% lordo annuo e senza vincoli ricordandosi naturalmente che è sempre meglio posizionarsi su banche con indicatori di solidità (TER) elevati o valutare il conto deposito per quel che dovrebbe essere, ovvero un impiego tattico della liquidità, e destinare a questo impiego lo stretto indispensabile valutando per la parte investimenti gli strumenti più adatti con naturalmente il giusto orizzonte temporale e la giusta consulenza. E magari indipendente come quella offerta da SoldiExpert.com.

Opinioni e Informazioni Migliori Conto Deposito

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