Guida conto deposito definitiva 2017

Abbiamo pensato di regalarvi questa guida sui conti deposito raccogliendo all’interno delle principali banche italiane tutte le FAQ presenti presentandovele con senso logico. Speriamo di aver fatto cosa gradita. Buona lettura, la redazione Ilmigliorcontodeposito.com

Cosa è un conto deposito?

Un conto di deposito è un contratto bancario, diverso dal conto corrente poiché si tratta di un deposito di denaro remunerato. E’ quindi limitato nelle sue funzionalità, in quanto è possibile effettuare solo operazioni di prelievo e versamento, mentre non è possibile disporre bonifici o il pagamento con assegni. L’unico obiettivo del conto deposito è di far fruttare degli interessi sul patrimonio investito. Quindi offre i tassi di interesse superiori rispetto ai conti correnti tradizionali.

Il conto deposito può essere libero o vincolato, nel primo caso si ha immediata disponibilità dei soldi depositati. Nel secondo caso, invece i clienti, ottengono rendimenti più elevati, ma possono ritirare il denaro solo alla scadenza del periodo di vincolo (da 1 a 36 mesi). Nel caso abbiano la necessità ritirare il denaro prima del termine possono esserci delle penali da pagare. Solitamente le penali consistono nel mancato riconoscimento degli interessi.

In Italia, il conto deposito ha avuto una rapida crescita dalla metà degli anni Novanta, grazie ai conti di deposito delle banche online che offrivano interessi alti ed erano senza spese a causa dei costi di gestione quasi inesistenti. Il capostipite di questi tipo di contratto bancario è Conto Arancio.

 

Quanti tipi di conto deposito esistono?

Vi sono due tipologie di conti deposito:

  • Conto Deposito Libero: è un deposito a risparmio libero che permette al cliente di avere accesso in qualsiasi momento alla somma versata. Nonostante questo, può comunque ottenere un buon rendimento. Tale tipologia è indicata per chi potrebbe avere un’improvvisa necessità di utilizzare le somme versate sul proprio conto.

E’ limitato nelle funzionalità rispetto a un conto tradizionale, infatti permette solo operazioni di versamento e prelievo. Tuttavia, ha tassi di interesse molto convenienti.

Tramite il conto deposito libero, la banca, dopo aver acquistato la proprietà del denaro fermato, lo custodisce e garantisce al cliente il versamento degli interessi pattuiti e maturati e, in caso di bisogno, gli restituisce la somma depositata.

  • Conto Deposito Vincolato: il cliente che decide di utilizzare questa tipologia deve essere sicuro di non aver bisogno della somma depositata per l’intera durata del vincolo pattuito con la banca. Offre rendimenti più elevati rispetto al conto deposito libero. In caso di ritiro anticipato, la Società emittente richiede il pagamento di penali oppure non conteggia gli interessi maturati fino a quel momento. Il conto deposito vincolato è un’opzione poco allettante, tuttavia, può rappresentare una sicurezza nei momenti di instabilità finanziaria.

Nelle varie offerte bancarie si possono trovare conti deposito liberi, conti deposito vincolati ma anche altre opzioni nelle quali l’uso libero del denaro versato e la possibilità di vincolare il denaro coesistono. Le banche inoltre possono prevedere canoni annuali per la gestione del proprio conto. A tali conti si sommano il pagamento dell’imposto di bollo e la ritenuta sugli interessi.

 

Chi può aprire un conto deposito?

Il conto deposito e un prodotto bancario accessibile da tutti, non vi sono infatti limitazioni legislative legate alla sua apertura. L’unico requisito è aver raggiunto la maggiore età.

Tuttavia, anche i minorenni hanno la possibilità di sottoscrivere un deposito a risparmio, il libretto a risparmio, a patto che il genitore o chi ne fa le veci, dia il suo consenso alla sottoscrizione. La soluzione pensata per i minori di 18 anni (e accessibile a qualsiasi privato cittadino) è utilizzata soprattutto come destinazione temporanea di denaro. L’età minima per poterlo sottoscrivere varia a seconda dei prodotti proposti dalle banche.

Come si apre ?

Il processo di apertura di un conto deposito può variare leggermente a seconda della banca e del canale di apertura scelto. E’ infatti possibile aprirlo sia allo sportello, nel caso di banche con filiali fisiche, sia online per gli istituti che operano esclusivamente tramite web. In ambo i casi la gestione può essere seguita online offrendo una facilità di controllo notevole.

L’apertura del conto si suddivide nelle seguenti fasi:

  • Leggere le condizioni del conto, prestando particolare attenzione al foglio informativo e alla normativa sulla trasparenza bancaria e sul trattamento dei dati personali;
  • Una volta lette e accettate le condizioni, è necessario firmare e consegnare il contratto;
  • Consegnare una copia del documento d’identità e del codice fiscale di ciascun intestatario del conto. Alcune banche potrebbero richiedere anche il certificato di residenza dei titolari del conto;
  • Se il conto viene aperto online è necessario provvedere all’identificazione finanziaria. Diviene necessario disporre di un conto corrente da cui effettuare un bonifico di prova con un importo minimo su un conto corrente predisposto dalla nuova banca. In alternativa, ci si può identificare anche attraverso procedura RID, che richiede comunque un conto corrente. La diversità di identificazione finanziaria tra un conto aperto in filiale oppure online fa sì che vi siano diversi tempi di apertura del conto. Nel primo caso l’operatività sarà istantanea, nel secondo il conto sarà operativo dopo che la nuova banca avrà verificato la correttezza dell’identificazione. In ogni caso, il conto deposito garantisce dei processi di apertura più rapidi rispetto agli altri conti correnti, poiché non prevede la possibilità di ricorrere allo scoperto e non richiede la procedura di verifica del merito creditizio del cliente.

Quali documenti si devono presentare per aprire un conto deposito?

Nella domanda precedente, “Come si apre un conto deposito?, sono stati illustrati tutti gli step necessari per aprire un conto deposito. Tuttavia è opportuno puntualizzare nel dettaglio i documenti necessari per avviare la pratica.

Si devono presentare:

  • Fotocopia del documento di identità;
  • Fotocopia del codice fiscale o della tessera sanitaria;
  • Un certificato di residenza, richiesto solo da alcune banche;
  • Pur non essendo un documento da presentare, è necessario possedere almeno un conto corrente tradizionale, da utilizzare come conto predefinito.

Come si chiude?

Se si decide di chiudere il conto deposito è sufficiente compilare il modulo apposito di richiesta estinzione, da richiedere alla banca o scaricabile direttamente dal portale web.

Se il conto deposito è a firme congiunte, ossia cointestato, il modulo andrà sottoscritto da entrambi i titolari.

Prima di effettuare la richiesta è necessario trasferire i servizi che si appoggiano al conto. Così, si eviteranno episodi spiacevoli come il blocco di carte di credito, segnalazione da banche dati per mancati pagamenti fino al mancato accredito dello stipendio.

Se la chiusura è dovuta alla necessità di aprire un nuovo conto deposito per procedere bisogna chiudere anche il conto corrente d’appoggio e aprirne uno con la nuova banca. Le operazioni di chiusura di un conto corrente non prevedono spese a carico del cliente e si concludono entro 12 giorni.

 

Quali sono i servizi offerti sui conti deposito?

I conti deposito sono contratti bancari a operatività limitata, infatti si possono effettuare solo versamenti e prelievi. Non possono essere eseguite operazioni bancarie previste da un normale conto corrente come i bonifici, le domiciliazioni, i pagamenti, l’emissione di assegni o la richiesta di bancomat e carte di credito. Tuttavia, i conti deposito, pur differendo dai conti correnti, devono essere abbinati a essi per poter effettuare versamenti e prelievi.

A fronte, anche, della loro funzionalità ridotta, i conti deposito offrono tassi di interesse più alti.

L’unico scopo dei conti correnti deposito è quello di fruttare interessi elevanti sul capitale investito.

 

Conviene aderire all’opzione di vincolo su un conto deposito?

La decisione di aderire o meno all’opzione di vincolo dipende dalla probabilità che, nell’orizzonte temporale fissato, si debba aver bisogno della liquidità versata.

Tale opzione consente di ritirare i propri risparmi solo alla scadenza del tempo di vincolo pattuito, solitamente da 1 a 36 mesi. Questa tipologia offre rendimenti e interessi nettamente più alti rispetto al conto deposito libero (o non vincolato).

Per decidere se l’opzione di vincolo fa al caso vostro, è utile tener presente che, in condizioni di mercato di rialzo dei tassi d’interesse, l’adesione non permetterà di scegliere opzioni di vincolo che dovessero presentarsi in futuro e che potrebbero riconoscere tassi di interesse più elevati.

 

In caso di adesione all’opzione di vincolo su quale durata conviene orientarsi?

In linea generale, più è lungo il periodo di vincolo della somma fermata, più gli interessi di remunerazione aumenteranno. E’ necessario però fare attenzione alle condizioni di svincolabilità e verificare la coerenza della durata del vincolo rispetto alla probabilità di aver bisogno del denaro depositato nell’orizzonte temporale del vincolo. Inoltre bisogna tener presente che, durante il periodo del vincolo, i tassi di interessi riconosciuti del mercato possono crescere.

Quanto può durare il vincolo?

Grazie al conto deposito, il cliente ha la possibilità di aumentare il rendimento sulle somme depositate vincolando una somma di denaro. Non sono previsti particolari limiti sulla durata. In linea generale, oscilla tra 1 e 36 mesi. Alcune banche offrono interessi più vantaggiosi se i soldi vengono vincolati per periodi di tempo 3,6,12 mesi.

Si ricorda che, maggiore è la durata del vincolo più i tassi saranno elevati.

 

Qual è l’importo massimo che può essere depositato su un conto deposito?

La maggior parte dei conti depositi prevedono dei limiti massimi di giacenza, tuttavia si tratta di cifre piuttosto elevate, fuori dalla portata del depositante medio.

Nel caso in cui si debba versare molto denaro, probabilmente sarebbe sconsigliabile depositarlo tutto sul conto deposito.

Quali sono le spese che incidono ?

Alla luce della funzionalità limitata dei conti deposito, molte delle spese legate alla gestione di un normale conto corrente sono nulle o piuttosto ridotte. Tuttavia, anche se i costi di gestione sono quasi inesistenti, vi sono delle spese che possono incidere sul conto deposito:

  • Imposta di bollo sull’estratto conto: attualmente è pari allo 0,2% sul totale delle somme depositate. In alcuni casi la banca si fa carico del pagamento dell’imposta;
  • Spese di apertura del conto: solitamente sono nulle;
  • Spese di chiusura del conto: sono nulle, ma ora non sono più ammesse per legge;
  • Spese periodiche per il mantenimento del conto: generalmente non sono previste, tuttavia, a seconda della banca, possono esserci dei canoni mensili/annuali o costi di gestione.
  • Spese di produzione del rendiconto: sono le commissioni applicate dalla banca ogni volta che invia un rendiconto. Solitamente vengono spediti via mail e non prevedono costi;
  • Spese di versamento: di solito sono nulle;
  • Spese di prelevamento: generalmente sono nulle;
  • Penali per svincolo anticipato: se il conto offre la possibilità di aderire a opzioni di vincolo, sono previste delle penali nel caso in cui il cliente chieda di svincolare il deposito prima della scadenza pattuita. Solitamente tali penali consistono nella rinuncia agli interessi maturati, anche se a volte vengono comunque riconosciuti. Si consiglia di leggere con attenzione le clausole contrattuali.

 

E’ possibile andare i rosso sul conto deposito?

Andare in rosso sul conto deposito è pressoché impossibile. Si tratterebbe di una contraddizione in termini, poiché lo scopo principale di tale conto è proprio quello di fermare liquidità e aumentare il più possibile il rendimento sulle somme depositate. Tra l’altro, alla luce di questo, la gamma di servizi offerta dal conto deposito è piuttosto esigua e tra le operazioni che non offre praticamente mai ci sono gli affidamenti, ossia la possibilità, per il cliente, di avere una somma a disposizione.

Dove si possono controllare le condizioni di un prodotto bancario?

Il foglio informativo è un documento che deve essere obbligatoriamente consegnato al cliente poiché contiene tutte le condizioni di un prodotto rivolto al pubblico da parte di una banca o da un intermediario finanziario.

Nel foglio informativo sono indicate le condizioni principali, ossia:

  • Dati sull’intermediario;
  • Caratteristiche del prodotto;
  • Rischi a cui va incontro il cliente sottoscrivendolo;
  • Elenco completo delle condizioni economiche proposte;
  • Clausole contrattuali.

Il documento, redatto in un formato standard stabilito dalla Banca d’Italia, deve essere dato al depositario prima dell’apertura del conto e della carta ricaricabile, secondo i precetti della normativa sulla trasparenza

Nel caso in cui l’operazione venga svolta interamente online, il cliente potrà controllare le condizioni del prodotto bancario sul sito ufficiale della società finanziaria a cui fa riferimento.

 

Qual è l’importo garantito su un conto?

Il denaro depositato sul conto deposito gode della garanzia offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce ogni singolo cliente, per le disponibilità sul conto, fino a un massimo di € 100.000 di quanto depositato in ogni banca in cui ha un conto. Tutte le banche operanti nella Comunità Europea, devono aderirvi. Mentre le banche estere operanti in Italia si limitano ad aderire al fondo obbligatorio nel proprio paese d’origine.

Ad esempio, se un conto è cointestato a due correntisti con una giacenza pari a €200.000, i due clienti potrebbero beneficiare della copertura totale del fondo. Al contrario, se il conto fosse intestato a un solo correntista, il Fondo avrebbe garantito solo €100.000.

E ancora, se un unico cliente avesse €200.000, ma ne versasse metà presso una banca e l’altra metà in un’altra, allora avrebbe i suoi €200.000 garantiti.

Il rischio per il cliente è che, in caso di depositi inferiori alla garanzia prevista dal sistema a cui si appoggia l’istituto di credito, non possa avere la disponibilità del capitale versato nel momento di bisogno. Tuttavia, la Direttiva 2009/14/CE ha fissato che il rimborso deve avvenire entro venti giorni lavorativi.

Invece, in caso di depositi superiori alla garanzia, se la banca dovesse fallire, si corre il rischio di non tornare in possesso del capitale eccedente la garanzia. Il fallimento degli istituti di credito è molto improbabile.

Quali tasse si pagano su una carta ricaricabile?

 Le carte ricaricabili solitamente non prevedono il pagamento di tasse, del bollo e sugli interessi maturati (visto che non prevedono interessi creditori).

Vengono ritenute più sicure delle carte di credito tradizionali, soprattutto per fare acquisti online, ma non sempre è così. Inoltre, pur non prevedendo un canone annuo o il pagamento di tasse, sono previste delle commissioni per le ricariche e i prelievi dagli sportelli automatici e, la maggior parte, ha un costo di emissione.

Cosa si intende per logica di capitalizzazione?

Uno degli elementi che deve guidare il cliente nella scelta del conto deposito migliore è la logica di capitalizzazione, ossia la modalità e la frequenza con cui gli interessi vengono concretamente riconosciuti al correntista.

Alcuni conti deposito riconoscono gli interessi in date fisse, quali fine anno o fine mese, altri preferiscono liquidare il cliente a intervalli calcolati in base alla data di apertura del conto nel momento in cui viene effettuato il deposito.

E’ un parametro di una certa importanza, poiché gli interessi maturati possono essere reinvestiti. Perciò la logica di capitalizzazione scelta va a modificare la redditività del conto.

Ad esempio, un conto che garantisce interessi del 5% da versare al correntista a un anno dal deposito sarà meno redditizio di un conto che corrisponde la stessa percentuale di interessi, ma nel momento in cui è stato aperto il conto.

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